• Arrivano le mele all'oratorio di Pogliano!

    Arrivano le mele all'oratorio di Pogliano!

  • Festa dell'oratorio 2017

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  • Festa Patronale 2017

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  • Catechesi per adulti

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  • Orari catechismo

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  • Beato Francesco Paleari

    Beato Francesco Paleari

  • Don Francesco Paleari

    Don Francesco Paleari

Parola di Don Andrea...

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Sono i sentimenti della gratitudine e al tempo stesso del timore e del tremore quelli che abitano il mio animo in questa settimana, dopo l’annuncio del Vicario Episcopale di Zona, domenica scorsa al termine della processione eucaristica, della nomina a parroco delle due parrocchie di Pogliano e responsabile della costituenda Comunità Pastorale. La gratitudine va innanzitutto al Signore che mi chiama a seguirlo e a vivere in spirito di obbedienza il servizio alla chiesa diocesana; in secondo luogo la mia gratitudine va a don Mario per avermi accompagnato in questi ormai tre anni di presenza a S. Rita, per la fiducia accordatami, il consiglio saggio e prudente e l’autonomia concessami nel gestire la parrocchia S. Rita di Bettolino. La gratitudine si estende infine ai superiori che con questa nomina, pongono fiducia e responsabilità in me e nel servizio che potrò dare come parroco. Speriamo di non tradire questa fiducia! Accanto a questi sentimenti di gratitudine avverto, come dicevo, il senso del timore nel dover gestire la complessità di due vite parrocchiali chiamate a ricercare percorsi di sintesi e al tempo stesso conservare le loro tradizioni e specificità tipiche di ogni parrocchia. Il riferimento che mi aiuta a contenere la paura e il timore è la Parola di Dio che, provvidenzialmente, già lunedì mattina, risuonava così: “Prendi il largo e gettate le reti per la pesca  … sulla tua parola getterò le reti” (Lc 5). Partire dalla Parola di Gesù, dalla fiducia che Gesù ripone in me e che io sono chiamato a rinnovare in Lui è la garanzia migliore perché non prevalgano i sentimenti di paura e tremore

L'oratorio Estivo 2015

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L'Oratorio estivo 2015, che comincerà martedi 9 giugno,  avrà come tema centrale il nutrire, cercando di metterci in sintonia con il grande evento di EXPO 2015 «Nutrire il pianeta, Energia per la vita».

Vogliamo introdurre i ragazzi del nostri oratorio al concetto di «nutrimento per la vita» a partire dal gesto quotidiano del mangiare, sviluppando un percorso che abbia il suo fondamento nei testi della Scrittura. Questo percorso biblico parte con l'invocazione del Padre nostro, «dacci oggi il nostro pane quotidiano» e si conclude proponendo l'«esercizio» che Mosè fece compiere al popolo di Israele prima di entrare nella terra promessa: ricordare il cammino percorso (Dt 8). Facendo memoria dei quarant'anni nel deserto, Israele apprende che «non di solo pane vivrà l'uomo», come recita il sottotitolo dello slogan 2015.

Attraverso l'incontro con diversi passi della Scrittura, i ragazzi scopriranno che per nutrire la loro vita,

Visita del Vicario Episcopale in parrocchia

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Domenica 7 giugno alle ore 20.45 con partenza dalla Chiesa di S. Rita a Bettolino e arrivo alla Chiesa parrocchiale di Pogliano  si svolgerà la solenne processione eucaristica del Corpus Domini, che sarà presieduta da Mons. Giampaolo Citterio, vicario episcopale della Zona IV, il quale alla fine della processione darà importanti comunicazioni circa il cammino futuro della Comunità Pastorale.

S.S. Trinita'

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In questa ultima domenica di Maggio, celebriamo la solennità della Santissima Trinità, mistero centrale della nostra fede di cristiani. Il nostro unico Dio si manifesta infatti come comunione di amore tra il Padre, il Figlio e lo Spirito Santo. Tale mistero dell’unità della sostanza nella trinità delle persone non è forse comprensibile fino in fondo con la sola ragione umana. Eppure nel nome della Trinità iniziamo e finiamo ogni nostra giornata quando facciamo il segno della Croce, nello stesso nome iniziamo e concludiamo ogni nostra celebrazione liturgica e atto di culto a Dio, nello stesso nome invochiamo benedizioni. Come possiamo accorgerci la Trinità riempie la nostra vita di cristiani e discepoli. Nel nome della stessa Trinità siamo spinti a vivere sempre più in pienezza uno spirito e uno stile di comunione all’interno della comunità cristiana. Sarebbe già un passo in avanti se imparassimo tutti un po’ di più a uscire da quell’indifferenza generale nei confronti gli uni degli altri che si respira a volte anche fra cristiani. Come posso non interessarmi della vita del mio fratello

Spirito Santo

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Con questa domenica, solennità di Pentecoste, termina il tempo di Pasqua e comincia appunto il tempo dopo Pentecoste che si compone di tre periodi: tempo dopo Pentecoste fino al 29 agosto, festa del martirio di San Giovanni il Precursore; tempo dopo il Martirio di San Giovanni il Precursore fino alla terza domenica di ottobre, festa della Dedicazione del Duomo di Milano; e tempo dopo la Dedicazione fino all’inizio del tempo di Avvento. Protagonista è lo Spirito Santo che opera oggi e sempre nella Chiesa. Noi non lo vediamo, come non si vede tutto ciò che è spirituale, ma ne facciamo esperienza e ne gustiamo gli effetti. Ne abbiamo una prova convincente riflettendo sull’esperienza di amicizia e di amore nelle nostre famiglie, fra due sposi e fra tutte le persone che riteniamo a noi care. Siamo certi della loro presenza amorosa nella nostra vita anche quando non sono con noi concretamente. Si, perché lo Spirito Santo è in noi e con  noi sempre, come ci ricorda il Vangelo di questa solennità. Diceva il Beato Paolo VI all’ udienza generale del 29 novembre 1972: “La Chiesa ha bisogno della sua perenne Pentecoste; ha bisogno di fuoco nel cuore, di parola sulle labbra, di profezia nello sguardo. La Chiesa ha bisogno d’essere tempio di Spirito Santo, cioè di totale mondezza e di vita interiore; ha bisogno di risentire dentro di sé, nella muta vacuità di noi uomini moderni, tutti estroversi per l’incantesimo della vita esteriore, seducente, affascinante, corruttrice con lusinghe di falsa felicità, di risentire, diciamo, salire dal profondo della sua intima personalità, quasi un pianto, una poesia, una preghiera, un inno, la voce orante cioè dello Spirito, che, come c’insegna S. Paolo, a noi si sostituisce e prega in noi e per noi «con gemiti ineffabili», e che interpreta Lui il discorso che noi da soli non sapremmo rivolgere a Dio. Ha bisogno la Chiesa di riacquistare l’ansia, il gusto, la certezza della sua verità, e di ascoltare con inviolabile silenzio e con docile disponibilità la voce,

Santa Rita.. pronti a festeggiarla

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PER UNA FESTA DI GIOIA, SANTA RITA PREGA PER NOI Se la gioia viene da Dio, se lui vuole tramite Gesù che “la nostra gioia sia perfetta”, perché non lo sentiamo? Perché siamo tanto spesso tristi, scoraggiati, di cattivo umore? Perché facciamo fatica a far fluire la gioia di Dio in noi? Come si fa a vivere quell’esortazione di S. Paolo che abbiamo ascoltato in una lettura feriale di questa settimana, “Fratelli siate sempre lieti” (Fil 4,4) ? Sappiamo che al di là della soddisfazione immediata e passeggera il nostro cuore è fatto per la gioia duratura, quella che dice Gesù “nessuno potrà rapire”, quella che sa attraversare dubbi e fatiche, che passa anche attraverso il dolore; ciascuno di noi tende ad una gioia così, che niente e nessuno possono scalfire. Si può arrivare ad una gioia così? O è una semplice illusione? Fin dall’antichità filosofi e poi teologi, insieme alla gente comune, si sono interrogati su questo, e ciascuno ancora oggi lo fa per sé e per la propria famiglia. Ogni cosa che pensiamo o facciamo vuole tendere alla gioia. A volte si cade in qualche miraggio e si confonde la gioia vera con qualche piacere

Il mese di Maggio

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Maggio, mese mariano

 

Il mese di maggio porta con sé la celebrazione dei sacramenti dell’iniziazione cristiana (prima Comunione e Cresima) e degli anniversari di matrimonio ma soprattutto è per tradizione il mese dedicato alla Madonna. Per questo ogni sera, a parte quelle dove ci saranno altre celebrazioni, come abbiamo già fatto in questi primi due giorni del mese, ci ritroveremo insieme in diverse zone della nostra comunità a pregare quella che è la preghiera mariana per eccellenza, il Rosario. Tanti fra di noi, soprattutto quelli più adulti e anziani sentono questa tradizionale preghiera come la preghiera più bella e più consona alla loro vita. I più giovani fanno forse più fatica a percepire questa preghiera come la più vicina alla loro vita. Invece essa è una preghiera raccomandata anche da tutti i pontefici soprattutto quelli dell’ultimo secolo. In particolare il Beato