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  • Beato Francesco Paleari

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La nostra Madre Gianna Molteni.... Festeggiamola!!!

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Domenica 15 febbraio: Ultima dopo l’Epifania – del perdono

·       Ore 10.30: S. Messa ricordando il 50° di professione religiosa di Madre Gianna Molteni, missionaria canossiana in Brasile.

Partecipiamo Gioiosi alla festa di Madre Gianna

 

·       Nel pomeriggio ore 15.30 -17.00: laboratori di carnevale in oratorio. Tutti i ragazzi sono invitati a partecipare.

·       Ore 15.30: Ufficio generale dei defunti. In Santuario Vesperi e processione al Cimitero.

Parola di don

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RINNOVIAMO IL VOLTO DELLA CHIESA

 

Vorremmo mettere al corrente tutti i parrocchiani delle nostre due parrocchie, che nel prossimo mese di Aprile avverrà il rinnovo dei Consigli Pastorali Parrocchiali e Consigli per gli Affari Economici in tutte le parrocchie della nostra diocesi. L’occasione è propizia per poter riscoprire con quali modalità ciascuno di noi può contribuire in modo diretto e fattivo al cammino della Chiesa. Ecco la lettera che il nostro Cardinale Arcivescovo ci ha scritto a questo proposito:

Carissimi,

per vincere lo scoraggiamento e il malumore che rischia di invecchiare le nostre comunità, basta che io, che tu, che noi ci coinvolgiamo nell’affascinante compito di annunciare Gesù Cristo, motivati solo dalla docilità allo Spirito di Dio che abita in noi. La situazione e perciò l’esito dell’impegno può anche essere modesto, può anche essere complicata, la storia di una comunità può anche aver causato ferite, ma lo Spirito di Dio non abbandona mai la sua Chiesa. Non solo l’immenso patrimonio di bene, ma anche le difficoltà possono rivelarsi feconde di nuove risorse, vocazioni e manifestazioni della gloria di Dio se ci sono persone che accolgono l’invito a dedicarsi all’edificazione della comunità.

Il rinnovo dei Consigli pastorali parrocchiali e

Parola di don

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Pubblichiamo il Messaggio del Consiglio episcopale permanente per la 37° giornata  nazionale per la vita che si celebra in questa prima domenica di febbraio dal titolo “ Solidali per la vita”. 
“I bambini e gli anziani costruiscono il futuro dei popoli; i bambini perché porteranno avanti la storia, gli anziani perché trasmettono l’esperienza e la saggezza della loro vita”. Queste parole ricordate da Papa Francesco sollecitano un rinnovato riconoscimento della persona umana e una cura più adeguata della vita, dal concepimento al suo naturale termine. È l’invito a farci servitori di ciò che “è seminato nella debolezza” (1Cor 15,43), dei piccoli e degli anziani, e di ogni uomo e ogni donna, per i quali va riconosciuto e tutelato il diritto primordiale alla vita. Quando una famiglia si apre ad accogliere una nuova creatura, sperimenta nella carne del proprio figlio “la forza rivoluzionaria della tenerezza e in quella casa risplende un bagliore nuovo non solo per la famiglia, ma per l’intera società. Il preoccupante declino demografico che stiamo vivendo è segno che soffriamo l’eclissi di questa luce. Infatti, la denatalità avrà effetti devastanti sul futuro: i bambini che nascono oggi, sempre meno, si ritroveranno ad essere come la punta di una piramide sociale rovesciata, portando su di loro il peso schiacciante delle generazioni precedenti. Incalzante, dunque, diventa la domanda: che mondo lasceremo ai figli, ma anche a quali figli lasceremo il mondo? Il triste fenomeno dell’aborto è una delle cause di questa situazione, impedendo ogni anno

Parola diDon Mario

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La Festa della Famiglia ci sollecita, quest’anno, a custodire le relazioni: all’interno di ogni famiglia, nella comunità cristiana, nella società civile, in ogni circostanza e luogo. Ci vengono suggeriti tre verbi, cioè tre azioni, che a prima vista ci sembreranno scontate: salutare, ascoltare, chiedere.

In realtà non sono per nulla scontate se ne cogliamo la provocazione profonda: in che modo salutiamo coloro che incontriamo? Sappiamo sempre metterci in un vero ascolto dell’altro? Abbiamo l’umiltà di chiedere, oppure facciamo di tutto per essere uomini o donne che non devono chiedere mai?

Se proviamo a rispondere a noi stessi con totale sincerità, queste domande ci mostrano un vero percorso di conversione. L’augurio che ci scambiamo reciprocamente nella Festa della Famiglia che celebriamo in questa domenica è quello di poter vivere nelle nostre case questi atteggiamenti con più verità e di rendere la nostra comunità un po’ meno anonima e più capace di salutare, ascoltare e chiedere come si dovrebbe fare in una famiglia abitata dalla grazia di Dio.

 

Don Mario

 

Parola di don Simone

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Settimana di preghiera per l’unità dei cristiani

 

 

 

Dal 18 al 25 gennaio di tutti gli anni si svolge la settimana di preghiera per l’unità dei cristiani. La celebrazione di questa settimana è significativamente racchiusa tra la festa della Cattedra di San Pietro apostolo (18 gennaio) e la festa della Conversione di San Paolo apostolo (25 gennaio). Cadendo entrambe le memorie quest’anno in domenica, non verranno celebrate dal punto di vista liturgico. Perché una settimana di preghiera per l’ unità dei cristiani? Perché attualmente ormai da diversi secoli i cristiani nel mondo appaiono divisi in tre confessioni: i cattolici, gli ortodossi e i protestanti. Le due spaccature più clamorose che diedero vita alle altre due confessioni cristiane avvennero la prima nel 1054 con la chiesa d’Oriente che darà cosi vita alla Chiesa Ortodossa, la seconda nel 1517 con l’incomprensione fra la Chiesa di Roma e Martin Lutero, dando cosi vita inizio alla Chiesa Protestante. 

Buon Natale!!

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OGGI E' NATO PER NOI IL SIGNORE GESU', UN REGALO IMMENSO CI E' STATO DATO!!!

SCOPRITELO OGNI GIORNO... SARA' IL DONO PIU' PREZIOSO

BUON NATALE.

Parola di don Andrea... influenza!

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Quando un prete è malato, di sicuro, a
Bettolino, non muore di fame. I parrocchiani
si attivano, telefonano, ben disposti
a preparare o procurare il necessario
per ogni esigenza. E’ un bel segno
di vicinanza e di affetto ai preti quello
di sapere che la gente ha cura di loro,
anche nelle cose materiali, soprattutto
quando subentra una indisposizione o
l’età avanza e crescono gli acciacchi.
Quando un prete è malato, prega di più
per i malati. Anche se è soltanto toccato
dalla febbre stagionale, avverte una
più reale partecipazione alle sofferenze
dei malati, e quando di notte il sonno
fatica a venire, si gira e rigira nel letto
pensando ai volti e alle storie dei malati
della sua parrocchia. Il rosario è detto
secondo le loro intenzioni e i dolori
della febbre sono offerti come partecipazione
ai dolori più gravi.
Quando un prete è malato,